piano transizione 5.0
piano transizione 5.0

Il 2 marzo 2024 è entrato in vigore il piano Transizione 5.0 “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”, programma dotato di fondi per 6,3 miliardi di euro che pone al centro del suo impianto la transizione ecologica. Il piano 5.0 fissa un nuovo credito d’imposta fino al 45% per le aziende che realizzino “nuovi investimenti” in beni strumentali 4.0 inseriti in progetti di innovazione che apportino una riduzione dei consumi energetici. 

Prerogativa per aver diritto ai benefici da parte delle aziende consiste nell’avere le Certificazioni Energetiche Ex-Ante e Ex-Post e la Compliance Industria 4.0.

Transizione 4.0 e Transizione 5.0 cosa cambia

La principale differenza con il piano Transizione 4.0 consiste nel fatto che un investimento in beni 4.0 rientra nel nuovo incentivo Transizione 5.0 nel momento in cui procura un risparmio energetico.
Altra differenza rilevante tra i due piani è data dalle modalità di recupero del credito, che nel nuovo piano approvato dal Consiglio dei Ministri, avverrà in un’unica quota al posto delle tre previste nel precedente.

Le direttrici essenziali della Transizione 5.0

Il Piano Transizione 5.0 comporta una dotazione di 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025, da stanziare alle imprese tramite credito d’imposta, ripartita come segue:

  • 3.780 milioni di euro per attività digitali (beni strumentali materiali 4.0 e beni strumentali immateriali 4.0135);
  • 1.890 milioni di euro sistemi per autoproduzione e autoconsumo di energia;
  • 630 milioni di euro per la formazione del personale.

Beni strumentali e software

Per quanto riguarda i beni strumentali, per aver diritto all’incentivo le aziende devono realizzare un investimento avente ad oggetto almeno uno dei beni strumentali materiali e immateriali previsti agli allegati A e B del Piano Transizione 4.0.
I beni dovranno essere collegati alla rete di gestione della produzione o alla rete di fornitura già in dotazione nel sistema produttivo.
Altra prerogativa imprescindibile consiste nel fatto che i beni facciano parte di un progetto di innovazione, che porti ad una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% per quanto riguarda la struttura produttiva e di almeno il 5% per i processi oggetto dell’investimento effettuato.

Passando all’allegato B, per quanto riguarda i software, il piano prevede l’allargamento degli incentivi per:

  • software, i sistemi, le piattaforme o le applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e autoconsumata, o introducono meccanismi di efficienza energetica, attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati anche provenienti dalla sensoristica IoT di campo (Energy Dashboarding);
  • i software relativi alla gestione di impresa se acquistati unitamente ai software, ai sistemi o alle piattaforme.

Autoproduzione e autoconsumo

Uno dei principali investimenti agevolabili apportati dalla Transizione 5.0 è quello dei nuovi beni strumentali materiali per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, esclusivamente destinata all’autoconsumo nei propri processi produttivi.
Il piano prevede infatti che quando il progetto di innovazione abbia come oggetto l’acquisto di beni strumentali per un importo maggiore di 40.000 euro, le aziende possano usufruire del credito d’imposta anche per i “beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, a eccezione delle biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta”.

Formazione del personale

Passando alla formazione del personale, nel piano di Transizione 5.0 sono previste spese agevolabili per una percentuale massima del 10% rispetto agli investimenti totali per un importo non superiore a 300.000 euro.
Per poter usufruire delle agevolazioni, la formazione dovrà essere finalizzata all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi e dovrà essere effettuata da soggetti certificati esterni all’azienda.

Le aliquote

Analizzando infine le aliquote il Decreto Legge “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)” prevede le seguenti :

  • nella misura del 35 per cento per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • nella misura del 15 per cento del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni;
  • nella misura del 5 per cento del costo, per la quota di investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 50 milioni di euro annui per impresa.
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